30/10/2009

EL FIN - Laurea

Nuovi lidiVenerdì 13 novembre (presso l'aula 1 di Salvecchio, h.15) mi laureo. Si chiudono sei splendidi anni universitari, vissuti intensamente, giorno dopo giorno, incontro dopo incontro e gioia dopo gioia. "Into the Spain" è stato una parte di me e di questi anni. Ora si salpa verso nuovi lidi. Buon viaggio a tutti voi e grazie per essermi stati sempre vicini. Clicca qui

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24/11/2008

ALLEGATO - Intervista a radio RBG

Radio RBGE rieccomi qui ad aggiornare il mio blog dopo tre mesi d'assenza. Non sono ripartito per la Spagna, state tranquilli. Anzi. Fino a quest'estate penso proprio che resterò a casuccia a studiare e a risparmiare euro (o "euri"). Il sogno di giugno 2009 infatti è quello di partire per il Perù, di scrivere lì la mia tesi e presentarla, se Dio vuole, a novembre 2009. Però, ora di giugno possono cambiare ancora tante cose e io mi conosco fin troppo bene: mi piace programmare il mio futuro, ma gira e rigira non riesco mai in questo nobile intento.

Il titolo di questo post si riferisce alla splendida radio dell'Università degli Studi di Bergamo, Intervista alla radioRBG (http://rbg.unibg.it). Ascoltatela spesso e volentieri perché offre bella musica e programmi interessanti e mai banali come "La spia internazionale", in onda tutti i giovedì (in diretta) dalle 17 alle 18 (con due repliche, la prima lo stesso giovedì e la seconda di domenica pomeriggio). Giovedì 20 novembre, una troupe di radiogiornalisti universitari guidati dall'amico Max, mi ha intervistato per un'oretta sulla mia esperienza di borsista Leonardo a Carmona. Trovate il file dell'intervista in fondo di questo post. E' un modo carino per chiudere il mio blog e ringraziarvi ancora una volta per il vostro sostegno e la vostra amicizia.

Buon ascolto!

http://rbg.unibg.it/podcast/p.php?file=2008-11-24_spia-20...

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11/08/2008

APPENDICE - Dedica

Nonna GinaQuesta notte si è spenta mia nonna Santina, "nonna Gina" per tutti i suoi numerosi nipoti. Aveva 91 anni. Dedico questo mio blog a lei per tutte quelle volte che, egoisticamente, avrei potuto andare a trovarla alla casa di cura di Laxolo dove risiedeva da qualche anno.
Appena tornato dalla Spagna aveva avuto una forte crisi. Sapevo che queste erano le sue ultime ore, ma ho preferito non andare a trovarla. Questa volta non per pigrizia, ma perché volevo ricordarla come la vidi a metà aprile, prima della mia partenza. Era lucida, felice e sorridente. Mi aveva chiesto come andava la mia carriera da arbitro e se non mi stancassi a fare tutti quei kilometri ogni domenica. Infine mi augurò in bocca al lupo e mi disse di farmi onore in quel di Carmona. Spero che dal cielo sia fiera di me. Nonna Gina, questo blog, queste righe, queste emozioni sono dedicate a te.

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08/08/2008

CAP. XV - Hasta pronto, Carmona

L'Alcázar de la Puerta de Sevilla a Carmona

Eccomi di ritorno. Vi scrivo da casa mia, dal piccolo paesino bergamasco di Stabello. Avrei voluto aggiornare il blog l’altro giorno a Carmona, ma ho preferito rinviare il mio ultimo post ad oggi. Il motivo è semplice: non ho avuto tempo perché volevo assaporare ogni istante prima della partenza. Ora cercherò di raccontarvi la mia ultima settimana spagnola anche se confesso d’essere piuttosto stanco a causa del volo, della levataccia e dei giorni di festeggiamenti che, inevitabilmente, sottraggono tempo alle ore di sonno e di riposo. Partiamo dalla premessa che non credevo fosse così dura salutare la mia Carmona. Avevo sofferto molto due anni fa, in una calda giornata di luglio, a lasciare Cáceres. Lasciare Carmona è stata ancora più dura. Però, come ho detto a tutti i miei amici spagnoli, questo non si tratta di un “adíos”, ma di un “hasta pronto”. Non si tratta perciò di un “addio”, ma di un “a presto”. Tornerò sicuramente a Carmona. Non so quando, ma spero vivamente che sia il più presto possibile. Le ore che mi vedono in Italia sono poche, ma già avverto una forte mancanza di Carmona, di Siviglia, della mia accogliente Oficina de Turismo, del mCon i camerieri e la cuoca del ristorante El Zahoríio Alcázar de la Puerta de Sevilla, del mio piso, dei ragazzi di San Pedro, degli squisiti saquitos de gambas del ristorante “El Zahorí” e delle bistecche della Peña del Siviglia. Carmona mi è entrata nel cuore e sempre resterà lì. Ha già un posto accanto a Cáceres, accanto alla mia Città Alta ed accanto al mio piccolo paesino Stabello, la mia vera casa.
Il titolo di questo ultimo capitolo è appunto “hasta pronto, Carmona”. A presto, Carmona. Come ho scritto prima, tornerò a Carmona. Forse non settimana prossima, magari tra qualche mese o tra qualche anno, ma tornerò sicuramente. Lo prometto attraverso le righe di questo blog. Lo prometto perché Carmona lo merita. E come si saluta una città che ti ha adottato per quasi quattro mesi? Come si salutano quelle splendide persone che ti hanno fatto sentire uno di loro sin dal primo giorno? E’ difficile. Io l’ho fatto a modo mio, a “mi manera” come si dice in spagnolo e come cantano il gruppo dei Siempre Así in una canzone che adoro e che mi rappresenta in ogni suo accordo e parola. Mi sono congedato da Carmona e dalla sua gente con tutto l’amore e con l’affetto che nutro verso di loro.

Festa per il sottoscritto e per FabiolaAndiamo in ordine cronologico per non generare confusione. Il giorno 30 luglio ho salutato due persone. Di mattina, come riportavo nel post precedente, ho accompagnato all’aeroporto di Siviglia il mio ultimo ospite dall'Italia, Silvia. Dire “l’ho accompagnata” è errato visto che io non guidavo. L’autista era la mia cara amica Fabiola. La stessa sera ho salutato Fabiola perché era in partenza per un viaggio molto importante. E’ una persona splendida, una delle migliori che abbia conosciuto in vita mia. Fabi, te quiero. Eres una de las mejores personas que he conocido en mi vida. Ha una voce incantevole e quando assieme cantiamo la canzone “Pescatore” di Pierangelo Bertoli e Mannoia, mi emoziono sempre. Ho salutato Fabi con una splendida festa organizzata in nostro onore nella famosa casa del campo di Estela. La festa era dedicata a noi due. La classica festa che piace a me. Piscina, grigliata e chitarra. Il giorno successivo Fabi è volata a Sydney per tre settimane di studio. Quando ritornerà non mi ritroverà a Carmona. Mi ritroverà a Bergamo appena vorrà venire a trovarmi. Le auguro di godersi questo splendido viaggio australiano e di ottenere dalla vita tutte le gioie che merita.

Il giorno successivo della festa, dopo una giornata di lavoro, ho ricevuto un'inattesa tAllenamento del Betiselefonata di Estela. Estela è un’altra ragazza d’oro. Senza di lei il mio soggiorno a Carmona sarebbe stato sicuramente diverso. Estela, gracias por todo. Todo hubiera sido distinto sin conocerte. Estela mi vuole molto bene. Forse più di quanto meriti. Mi vuole talmente bene che in un caldo pomeriggio di fine luglio ha deciso di accompagnarmi al campo d’allenamento del Betis per assistere ad una sessione d’allenamento. Anche lei è tifosa della squadra betica, ma dubito che l’avrebbe fatto senza di me. Mi ha voluto rendere felice e ammetto che l’esperienza sportiva è stata molto soddisfacente. Ho potuto ammirare da vicino i giocatori e, nonostante i colori fossero diversi, ho ricordato per un momento gli allenamenti estivi del Doria che, anni fa, seguivo a Moena, in provincia di Trento.


Festa nel castello di AnaIl 2 d’agosto mi sono recato a Fuentes de Andalucía, un paesino di 7000 anime a 30 km da Carmona. La meta era la casa della mia collega Ana. L’obiettivo era festeggiare il suo compleanno assieme a tutto il personale dell’Oficina de Turismo. Ana vive in un castello. Non è un modo di dire. Vive veramente in un castello dell'XI secolo. E’ la casa più bella che abbia visto in vita mia. Una casa enorme che si appoggia alla torre del castello (definita "Torre del Homenaje"), nel centro storico di Fuentes de Andalucía. Uno spettacolo puro. Spettacolare è stata anche la sua festa con lo staff dell’Oficina al gran completo e con la musica della mia chitarra che riecheggiava nel castello. Alle 2.30 ho dovuto abbandonare la festa perché la mattina successiva, approfittando degli ultimi giorni liberi, ho preso parte ad una gita meravigliosa. Assieme agli amici fraterni Enrique, Juan José e Agustín ho intrapreso un viaggio nella Sierra Morena, una catena montuosa che si riversa sulle province di Siviglia, Córdoba, Jaén e di Huelva. Abbiamo visitato tre paesini di montagna, tutti circondatiIl castello di Almonaster la Real da castelli e da un verde insolito per la regione andalusa e per l’arido mese d’agosto. I paesi che abbiamo visitato si trovavano nella parte della provincia di Huelva: Aracena con la sua famosissima "Grotta delle Meraviglie", Alájar con il suo eremo isolato in cima alla montagna e il Almonaster la Real con il suo castello posizionato accanto ad una suggestiva Plaza de Toros. Mi soffermo due secondi sul castello di Almonaster la Real. Vi consiglio caldamente una visita perché è un luogo unico che mi ha letteralmente riportato indietro nel tempo. Chissà cosa avrei pagato per giocare a nascondino o a “scappa e prendi” in un luogo del genere da piccolo? E quanti spunti cinematografici nel vedere quelle mura abbandonate. Da “Willow” a “Robin Hood – Il principe dei ladri” fino ad arrivare a “Ladyhawke”. Che bella gita! Che bei paesaggi e che ricordi! Sono passati solo pochi giorni, ma pagherei per poter ripeterla. La Sierra Morena offre paesaggi veramente suggestivi. E’ una sierra strana. D’inverno può presentare delle nevicate o delle ghiacciate, ma d’estate raggiunge (come nel caso di domenica) temperature che oscillano tra i 40 e 45°C. E’ troppo strano entrare in un ristorante e vedere i camini con la legna (spenti, ovviamente!) e fuori un sole che spacca le pietre! Sensazione strana, ma gita bellissima. Un grazie ai miei compagni d’avventura.
Gracias Agustín: eres un gran cura y sobretodo una gran persona. Gracias a Juan José y a Enrique por el Legendario y por ser los mejores amigos que una persona pueda desear. Viaggiare e stare con le persone a cui voglio bene. Questo è quello che desideravo per i miei ultimi giorni trascorsi a Carmona. E questo è quello che ho fatto. Dopo la gita in montagna con Agustín, Juan José ed Enrique ho trascorso una piacevolissima giornata a Marchena (30 km da Carmona) ancora in compagnia di Estela. Questa volta non c’era A Marchena con Estelail Betis di mezzo. Eravamo solo noi due, una sua amica e una cittadina circondata dalle mura. Non è una gran bella città Marchena. Non è malvagia, ma non offre molto a parte qualche chiesa, un convento ed una suggestiva muraglia di difesa araba. In ogni caso la giornata è stata ricca di spunti e non dimenticherò mai la chiacchierata con Estela sull’importanza e sul valore dell’amicizia. Il martedì non ho combinato molto. Ho riposato e sono tornato a lavorare. Il mercoledì invece è stato decisamente più movimentato. Assieme a tutti i ragazzi di San Pedro siamo tornati alla casa del campo di Estela. Questa volta la festa era organizzata solo ed esclusivamente per il sottoscritto. Il copione lo sapete già. E’ un copione che non mi stanca mai. Come non mi stanca mai mangiare l’ottimo filetto cucinato alla griglia, giocare a calcetto nel prato, tuffarmi col naso tappato (!) in piscina, cantare e suonare la mia chitarra per mancini. E’ un copione del quale sentirò sicuramente la mancanza.

L’ultima mia giornata a Carmona è datata a ieri, meno di ventiquattro ore fa. In questo caso non posso parlare di copione visto che è stato un susseguirsi di emozioni non programmabili. Nella pausa pranzo le mie colleghe mi hanno organizzato una fantastica festa nella quale ha Festa nell'Oficina de Turismopartecipato tutto lo staff dell’Oficina, il direttore del Museo di Carmona, l’amico archeologo Juan Manuel e la consigliera socialista delegata al Turismo e al Patrimonio, María Ángeles. I quattro mesi trascorsi nell’Oficina sono stati splendidi. Mi sono divertito ed ho imparato molto. Sono grato a tutte le mie colleghe e alla direttrice Paula.
Gracias a la directora Paula y a las colegas Ana, Almudena, Carmen, Isabel, Mariola, Marita e Isabel. Y gracias también a mi conserje favorito, Juan. Stamattina, mentre volavo verso Bergamo, ho fatto recapitare un immenso mazzo di fiori. Non servirà per sdebitarmi, ma volevo ringraziarle con un omaggio floreale che sicuramente a quest’ora abbellirà l’ufficio turistico di Carmona e rallegrerà la giornata alle mie colleghe e ai turisti. Gli ultimi istanti a Carmona li ho trascorsi con una festa nel mio appartamento. Gli invitati erano una quindicina, tra cui la mia bella vicina di casa Esther. Una festa indimenticabile. Una festa dove spesso e volentieri mi sono isolato, fingendo di sistemare la valigia, per trattenere le lacrime.

Festa finale. Hasta pronto, CarmonaOra mi trovo a casa. Il volo è andato bene e ho potuto approfittare della piacevole compagnia di Elena S., un’amica di Marita che per coincidenza aveva prenotato il mio stesso volo di rientro. Mi manca molto Carmona. Credo sia normale. Tuttavia non sono solo. A casa già sento l’affetto dei miei genitori e dei miei amici che mi stanno letteralmente bombardando di sms e telefonate. Il blog chiuderà i battenti. Si potrà continuare a commentare e a leggerlo, ma non lo aggiornerò più. Non avrebbe più senso. Spero d’avervi reso partecipi della mia felicità con questi quindici capitoli ricchi di foto, commenti, visite, spunti ed emozioni. Era la promessa iniziale e spero d’averla mantenuta. "Happiness is real only when shared".

Hasta pronto, Carmona.

 

Siempre Asi - A mi manera.mp3

 

A MI MANERA (Siempre Asi) 

El final se acerca ya
lo esperaré serenamente.
Ya vez, yo he sido así
te lo diré sinceramente
viví la inmensidad
sin conocer jamás frontera
si bien logré vivir a mi manera.

Jamás tuve un amor
que para mí fuera importante,
corté sólo la flor
y lo mejor de cada instante.
Viajé y disfruté
no sé si más que otro cualquiera
si bien todo eso fue a mi manera.

Tal vez lloré, tal vez reí,
tal vez gané, tal vez perdí
ahora sé que fui feliz
que si lloré, también amé.
Puedo seguir hasta el final
a mi manera.
Tal vez también dudé
cuando yo más me divertía.
Quizás yo desprecié
aquello que no comprendía
hoy sé que firme fui
y que afronté ser como era
si bien logre vivir a mi manera.

Porque sabrás que un hombre al fin
conocerás por su vivir
no hay por qué hablar
no que decir
ni recordar, ni qué fingir.
Puedo seguir hasta el final
y a mi manera.

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30/07/2008

CAP. XIV - Manca poco

A MatalascañasCirca due ore fa, approfittando della cortesia e dell'auto di Fabiola, ho accompagnato all’aeroporto di Siviglia la mia amica Silvia C. Ho avvertito una strana sensazione nel leggere il nome “Bergamo” sul tabellone dei voli in partenza. Tra poco più di una settimana toccherà a me prendere quello stesso volo. Quando ho iniziato questa avventura sapevo perfettamente che aveva una “data di scadenza”, ma non immaginavo che mi sarebbe costato così tanto salutare Carmona, Siviglia e tutte le fantastiche persone che ho conosciuto in questi quasi quattro mesi. Tuttavia, come vi scrivevo nel post precedente non voglio fasciarmi la testa in anticipo. Voglio vivere questi ultimi giorni in Spagna al massimo così avrò molti meno rimorsi quando, l’8 agosto, atterrerò all’aeroporto di Orio al Serio e riabbraccerò la mia gente, la mia Città Alta e la mia Valle Brembana.  

Vivere al massimo per me significa stare con i miei amici. Amici di Carmona ed amici che, numerosi, sono venuti a trovarmi. L’ultima in ordine di apparizione è stata la mia ex compagna di università Silvia C. E’ stata una mia collega universitaria per i primi tre anni, ma paradossalmente abbiamo iniziato a conoscerci meglio due anni fa, quando le nostre strade universitarie si sono separate. Lei ha deciso Con Silvia C. nel mio appartamentodi frequentare un corso di laurea specialistica alla Cattolica di Milano. Invece io sono rimasto fedele a Bergamo e alla sua splendida (e scomoda!) università in Città Alta frequentando il corso di "Progettazione e gestione dei sistemi turistici", alias PGST. In questi ultimi due anni ci siamo conosciuti meglio e io ho avuto la fortuna di apprezzarne, giorno dopo giorno, le sue qualità. E’ una gran bella persona Silvia. E non lo scrivo perché so che leggerà questo post con la stessa attenzione con la quale analizza questo blog da aprile. Lo scrivo perché lo penso sul serio e perché questi cinque giorni trascorsi assieme sono serviti come una conferma positiva della quale, certamente, non avevo bisogno. Silvia è arrivata giovedì. Si è presentata a modo suo. Senza far rumore, senza pretese e con la sua squisita gentilezza. Come regalo di compleanno mi ha portato il libro di Jon Krakauer “Nelle terre estreme” dal quale Sean Penn ha adattato il film “Into the wild”. E' il mio film. Ormai credo sia chiaro. E' il motore che ha permesso a "Into the Spain" di nascere, di svilupparsi e di cogliere un successo al quale non aspiravo. Il libro di Krakauer è stato un regalo azzeccato che mi ha reso felicissimo. Leggerò avidamente questo libro appena tornerò a Bergamo e lo considererò un continuum di questi mesi trascorsi in Spagna. Il giovedì, sfortunatamente, siccome lavoravo ho un po’ trascurato la mia amica bergamasca. Tuttavia di sera siamo usciti e, nell’Alcázar dove lavoro io, abbiamo assistito al solito spettacolo teatrale del giovedì dal titolo "C'est la vie". Anche questa volta ne è valsa la pena. Il giorno successivo ed i restanti tre giorni di permanenza di Silvia invece non lavoravo. Ai due giorni liberi, ne ho aggiunti altri due di permesso speciale. Non pensate che me li abbiano regalati. In passato infatti avevo lavorato nei giorni liberi proprio per avere una sorta di bonus da consumare in caso di visite. E questo bonus è stato speso benissimo. Di venerdì abbiamo preso parte ad una festa organizzata La pasta dello chef Gottiassieme a tutti i miei amici di Carmona al gran completo, nella casa del campo di Estela. Adoro questa casa. L’adoro a tal punto che in passato le ho dedicato il titolo di un capitolo. L’adoro a tal punto che la sento un po’ mia. Sono felice che Silvia l’abbia potuta apprezzare e abbia conosciuto tutti i miei amici più cari. La giornata è stata splendida. Tuffi in piscina, grigliata, chitarrate, partitelle a pallavolo, stelle cadenti, risate e momenti indimenticabili. Uno di questi momenti indimenticabili è avvenuto nell’ora di pranzo (le 15 in Andalusia!). Ho cucinato pasta per tutti gli ospiti. Non so se l’abbiano fatto perché mi vogliono bene, ma nessuno si è lamentato. Cucinare per quindici persone non è mai facile. Il rischio di sbagliare le dosi è alto. Fortunatamente però non ho commesso nessuna cavolata. Le penne al sugo, wurstel e bacon sono risultate un po’ pesantine, ma non ne è avanzato neppure un grammo. E da quel che mi risulta, nessuno dei miei amici il giorno successivo è finito in ospedale per intossicazione. Dopo la festa della casa del campo di Estela, sono tornato con Silvia nel mio appartamento di Calle Tahona ed il giorno successivo, svegli di buon ora, ci siamo recati a Matalascañas, nella provincia di Huelva. Matalascañas è la spiaggia più vicina a Carmona e di conseguenza a Siviglia. Nonostante appartenga alla provincia di Huelva è considerata un feudo di Siviglia visto che è letteralmente invasa da sivigliani. Siamo rimasti a Matalascañas per tre giorni, alloggiando nello splendido hotel "Summa Cortijo Golf" dal quale potevamo scoCon Silvia nella casa del campo di Estelargere il Parco Nazionale di Doñana, uno dei parchi più noti ed importanti di tutta l’Europa. I tre giorni trascorsi al mare ci hanno fatto benissimo. Io ho potuto rafforzare la mia abbronzatura e Silvia invece ha preso un po’ di colore dimenticando in fretta i giorni di pioggia e di freddo che stanno caratterizzando l’estate lombarda. L’ultima giornata intera di Silvia in Andalusia è ambientata a Siviglia. Fortunatamente era già stata, tre anni fa, a Siviglia. Per questo motivo ho potuto evitare di rivedere per l’ennesima volta i monumenti più importanti. Oddio, non è proprio vero. Li ho rivisitati, ma l’abbiamo fatto molto più alla svelta rispetto alle visite precedenti. Approfittando di questo sono riuscito a vedere due perle della capitale andalusa che non avevo ancora avuto la fortuna di visitare. Sia tratta del Viale di Ercole e della Plaza de Toros. Nel primo caso non mi ero perso molto. Si tratta solamente di un bel piazzale con giardini dove, nel lontano 1574, sono state collocate due alte colonne granitiche con le statue di Ercole e di Giulio Cesare. E’ carino, ma nulla di più. La Plaza de Toros di Siviglia invece è spettacolare e merita certamente una visita. Mettiamo subito in chiaro la mia opinione: sono contrario alle corride. Le reputo una tradizione violenta e non necessaria. In ogni caso, come tutte le attività che non conosco, ne sono attratto. Aborro ogni forma di ignoranza. Perciò, nonostante non approvassi la tauromachia, mi sono sempre informato e documentato. L’avevo fatto durante il mio Erasmus a Cáceres, ma quasi tutto ciò che so a riguardo l’ho imparato qui in Andalusia, la patria de los toreros più famosi di tutta la Spagna. La visita di ieri nella Plaza de Toros di Siviglia mi ha letteralmente entusiasmato. Anche Silvia è rimasta favorevolmente impressionata. Entrare in un’arena capace di ospitare ben 14000 spettatori è già di per sé interessante. Ancora Nella Plaza de Toros di Sivigliadi più è visitare le stalle, gli spogliatoi, il museo taurino e la cappella dove ogni torero, prega prima di sfidare un toro. E posso garantirvi che credenti o non credenti, è sempre meglio avere un amico nel cielo quando di fronte si ha una bestia di 500 kili che non vede l’ora di infilzarti con le sue corna. La visita alla Plaza de Toros di Siviglia (la seconda più grande di Spagna dopo quella di Madrid) costa € 5. La visita guidata in spagnolo ed inglese è inclusa nel prezzo del biglietto. La nostra guida, oltre ad essere una gran bella e spiritosa fanciulla, si è dimostrata all’altezza delle mie aspettative. Ha reso chiari dei concetti che, fino a ieri ignoravo. Riporto alcuni esempi per assecondare la vostra innata curiosità. Nel caso nel quale il torero venga ucciso, la corrida non si interrompe. Il toro viene ucciso dal torero successivo. In ogni corrida “gareggiano” tre toreri e sei tori. Ogni torero uccide due tori a testa. Se il torero si dimostra coraggioso riceve come ricompensa un orecchio o la coda del toro. Ricevere entrambe le orecchie e la coda è il massimo riconoscimento. Se invece si dimostra una mezza sega non riceve nulla. L’ultima perla che vi scrivo sulle corride, riguarda la morte del torero. Non è frequente. Nella Plaza de Toros di Siviglia gli ultimi due toreri sono morti, a distanza di una settimana, nel 1992. Ah, un’ultimissima nota poi giuro che chiudo il capitolo. Il toro ha una remotissima possibilità di salvarsi se si dimostra particolarmente forte e valoroso. Non è frequente. A Siviglia, in 120 anni di corride, è accaduto una sola volta. In quel caso, il pubblico ed il giudice chiedono l’indulto. Il toro è curato e rimesso a pascolare nei verdi campi andalusi. Non combatte più e passa il resto dei suoi giorni a montare vacche per aumentare la stirpe. Bella vita, penserete voi. 

Bella vita anche la mia. Tra una visita e l’altra il mese di luglio è letteralmente volato. Manca poco, come dicevo all’inizio e Le rovine romane di Itálica a Santiponcecome riporto nel titolo di questo capitolo. Chissà se sarà l’ultimo o se, prima del 8 agosto, ci sarà spazio per un saluto finale. Non lo so ancora. Ci penserò. Nel frattempo voglio ringraziare Silvia per la visita e, come al solito tutte le splendide persone che hanno reso indimenticabile la sua visita. Grazie a tutti voi. Grazie di nuovo ai ragazzi di San Pedro anche per la splendida gita a Santiponce di settimana scorsa. Santiponce è una piccola località nei pressi di Siviglia. A nord-ovest del villaggio di estendono le rovine di Itálica, città romana fondata intorno al 200 a.C. da Scipione l’Africano. Sono tuttora visibili i resti di un antiteatro capace all’epoca di contenere 25000 spettatori. Altri tempi. Non c’erano le corride con i tori ed i toreros e neppure ragazzi bergamaschi che aggiornavano, alle 9 del mattino, un blog per i propri amici.

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